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INTUR – SARDEGNA

Vento, Acqua e Pietra

 

All’interno della nuova edizione di Younique – Fine Craft Art and Design 2024, nella prestigiosa e suggestiva cornice di Villa Ciani, viene realizzata un’esposizione che racconta la Sardegna, terra di pietra, acqua e vento, rappresentata in una speciale connessione tra arte contemporanea, design, e cultura popolare attraverso il lavoro di artisti, designer e artigiani.

Artiste e artisti selezionati nel panorama contemporaneo sardo, le cui opere invitano ad immergersi nell’Isola, tra terra, mare, sole e vento. Ricerche artistiche che, solo apparentemente distanti, prendono forma dagli oggetti, i segni e i temi legati al patrimonio della Sardegna e ne rafforzano l’immagine e il valore, in perfetto equilibrio tra sperimentazione e tradizione.

Madre terra selvaggia ed accogliente, dove gli elementi della natura stimolano a riconnettersi al tutto trovando l’armonia. La Sardegna terra di potenti materiali e immagini di una natura primigenia che offrono agli artisti riflessioni e suggestioni.

La pietra solida, ruvida, spigolosa e protettiva simbolo ancestrale carico di magnetismo, prende forma nelle sapienti mani delle ceramiste in esposizione.

Così la serie dei vasi, Come pietre, in terra cruda dell’artista di Marrubiu Maria Jole Serreli, che nella sua poetica rielabora oggetti quotidiani dal portato arcaico.

E ancora le Pietre fiorite di Jubanna, artista nuorese, dalle quali germogliano rami d’ulivo e piccoli fiori in ceramica smaltata, nelle sue composizioni e nella sua ricerca attraverso l’utilizzo di materiali naturali, terra, legno e ferro ci restituisce il primitivismo atavico di un’isola tra le più antiche terre emerse al mondo.

Le suggestioni di un’isola al centro del Mediterraneo, da secoli luogo di scambi, incontri, passaggi, non possono che arrivare dal mare, rendendo l’acqua protagonista nella ricerca tematica e nella materia artistica. Lalla Lussu con la serie di acquerelli ci porta a vedere attraverso la luce sprigionata dall’acqua che scioglie il pigmento in velature di colore sovrapposte, l’acqua elemento da sempre legato alla via della purificazione, rivela negli acquerelli la sua forza energetica. L’artista cagliaritana celebra il rito della Ramadura, una distesa di petali sparsi a terra per formare un tappeto floreale omaggio al Santo, catturandone la luce e il colore, servendosi dell’ingrandimento di un particolare dell’oggetto naturale per arrivare all’astrazione. Con le sue “Cortecce” l’artista indaga la ricchezza naturale delle zone umide della Sardegna dove il mare intreccia le sue acque alle terre sospese, vestite di salicornie, moltiplicate nei riflessi di sottilissime acque abitate dai fenicotteri rosa.

Elementi presenti nel paesaggio mediterraneo che troviamo declinati anche nelle creazioni di Paulina Herrera Letelier, che realizza con una forte sinergia con artigiani dell’isola, originaria del Cile, la sua base in Sardegna l’ha messa in contatto con il mondo della tessitura, arte arcaica conservata dalle maestranze della Sardegna custodi di gesti e di schemi millenari che ancora oggi contribuiscono alla produzione di manufatti unici nel mondo.

Mara Damiani affronta il tema del design identitario, che, a partire dal primo Novecento, incarna la volontà di recupero dell’immenso e prezioso patrimonio artigianale isolano, sviluppatosi a partire dagli anni ’50 con l’avveniristico progetto ISOLA. Sul solco dei grandi artisti e intellettuali come Ubaldo Badas e Eugenio Tavolara, la designer raccoglie dal territorio i semi simbolici delle forze generative sottese all’evoluzione storica delle comunità. Un racconto che utilizza sistemi non convenzionali di trasmissione di valori autentici che Mara Damiani è capace di raccogliere e rielaborare con grande raffinatezza e rispetto.

Simone Dulcis, artista tra i più conosciuti e apprezzati in Sardegna, abbraccia la corrente informale perché affine alla sua poetica aniconica fatta di suono, armonia e natura. Le sue tele e i suoi lavori scultorei raccolgono le impressioni di cieli squarciati da nuvole rapide. Una natura vitale in continua mutazione che sull’Isola si avverte forte e presente. I silenzi amplificano la percezione di valori eterni che l’artista sa sublimare in una pittura rarefatta in cui i tumulti sono appena trattenuti da un profondo lirismo.

 

“Passavamo sulla terra leggeri come acqua, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta”. Così scriveva Sergio Atzeni, nella sua rievocazione mitica della storia della Sardegna e dei sardi, l’estrema bellezza della natura, dipinta in poche pennellate che si legano alle stesse suggestioni che gli artisti in mostra rielaborano ognuno con la sua personale ricerca artistica.

 

Efisio Carbone e Valentina Lixi

MARA DAMIANI

         

Mara Damiani nasce a Cagliari con una matita e un pennello in mano. Studia al liceo Artistico a Cagliari, in Architettura a Firenze, in Accademia di Belle Arti a Brera. Alla fine degli anni’90, nel cuore dell’epocale passaggio al digitale, approda in Disney come freelance formando e affinando le sue competenze artistiche prima nel Publishing poi nel Licensing.

Collabora con diverse realtà internazionali come Bormioli, Egmont, Cartorama, Nestlè, ACMilan ed Expo2015/2021.

Dopo 20 anni a Milano sente forte il richiamo della sua Sardegna. Disney non le basta più, è cresciuta desidera studiare, scoprire, imparare per creare qualcosa di completamente suo. Abbandona tutto per dedicarsi a un progetto coraggioso con una forte impronta personale, che pone le basi di quello che attualmente è la sua forma espressiva, il design identitario.

Dal 2016 collabora con aziende artigianali isolane per creare linee di arte/design, a fine 2018 progetta una pubblicazione “CarrasecareDesign” narrante 24 carnevali isolani, partecipa a mostre personali e collettive. Collabora con realtà imprenditoriali e pubbliche regionali con l’obiettivo di sensibilizzare le persone a prendere consapevolezza del proprio patrimonio di storie e tradizioni attraverso l’uso di un linguaggio accessibile e inclusivo che possa essere compreso da persone di ogni età. Il patrimonio culturale sardo viene così raccontato da colori, grafiche, stilemi che Mara crea con un processo che mantiene ancora quel pizzico di richiamo magico che Disney le ha insegnato, diventando una metodologia adattabile a qualunque storia, luogo, materiale e superficie. Per Mara arte è comprensione, lettura, è sublimazione di ciò che abbiamo nel nostro DNA territoriale, culturale, ma di cui molto spesso non ci accorgiamo in quanto totalmente permeati nella quotidianità.

Il compito che Mara si è prefissata è quello di farsi portavoce di un’identità magica quella della Sardegna narrata attraverso il design identitario  che può giungere in ognuno di noi, con chiarezza, emozione e semplicità.

SIMONE DULCIS

         

Simone Dulcis nasce a Milano nel 1971. Artista informale, scenografo e sound-performer teatrale. Il suo lavoro esplora i conflitti della condizione umana e il rapporto spirituale con la natura. Il processo compositivo è basato prevalentemente sull’utilizzo del bitume il quale, assieme alle campiture di colore precedentemente dipinte, viene smaterializzato e ricomposto attraverso reazioni chimiche complesse guidate dall’artista. Questa co-operazione (definibile anche come “co-creazione”) tra artista, materia e superficie pittorica, ricerca ed esprime nel risultato finale dell’opera uno stato di equilibrio e al contempo di tensione tra Uomo e Cosmo.

PAULINA HERRERA LETELIER

Paulina Herrera Letelier è un’architetta con base in Sardegna con un’esperienza di oltre 15 anni nel settore della progettazione architettonica pubblica e privata, nel settore residenziale e dell’hospitality. Dal 2014 si dedica anche al design di oggetti che realizza in collaborazione con diverse aziende e con artigiani locali. Molti dei suoi progetti sono influenzati da elementi presenti nel paesaggio e nella cultura del Mediterraneo, che vengono messi in relazione su un piano da gioco insieme a una serie variabili come operazioni matematiche, linguaggio digitale, suoni, e animazioni.

Lavora con diversi materiali e media come la pittura, la ceramica, il basalto e il marmo. Inoltre sviluppa una grande affinità con il campo tessile, spaziando fra le diverse tecniche di tessitura per telai manuali e jacquard. Dal 2014 ha disegnato diverse collezioni di tappeti, di arazzi e di tessuti per l’arredamento per Mariantonia Urru.

JUBANNA

         

Jubanna vive in Sardegna, a Cagliari, nata a Nuoro nel cuore dell’isola nella zona interna chiamata Barbagia. Dopo il diploma studia da Maestro Ceramista e Decoratore Ceramico. Si specializza ad Urbino in ceramica Raku sperimentando superfici ruvide su impasti refrattari. La sua infanzia e adolescenza in un clima “agro-pastorale” hanno l’influenza della natura in tutte le sue forme, con una tendenza al primitivismo esprime la sua ricerca estetica fatta di nuova spazialità che individua nell’uso di materiali naturali come la terra il legno e il ferro.

D’istinto crea e riporta nell’ argilla quello che vede nella natura. L’impiego diretto di materiali ritenuti extrapittorici la porta a dare forme, colori, odori distintivi degli elementi primari naturali da trasformare in energie poetiche attraverso i meccanismi dell’immaginario, del mito, della cultura, degli ideali classici e religiosi, delle passioni e della natura fonte per lei di continua ispirazione spirituale.

LALLA LUSSU

         

Lalla Lussu (1953-2020) ha vissuto e lavorato a Cagliari. Dopo la laurea in Storia dell’Arte Contemporanea con una tesi sull’artista Enrico Castellani, dal 1984 è stata docente di Discipline Pittoriche, presso il Liceo Artistico Statale Foiso Fois di Cagliari. Nel 1971 ha frequentato il corso di pittura presso l’Internatìonale Sommerarakademìe fur Bildende Künst di Salisburgo con il maestro Heinz Trökes, e nel 1989, con il maestro Jörg Immendorf.

In seguito alla sua prima mostra personale del 1977, presentata da Giorgio Pellegrini ha partecipato a numerose mostre come il Premio San Fedele e Quadri Giovani 1981 a Milano e Territorialità dell’arte a Capo d’Orlando.

Negli anni Ottanta-Novanta l’attenzione è catturata da un’espressione pittorica che la stessa artista ha definito “astratto ma non troppo” e che prende spunto dal fondo marino popolato di pesci alla terra, dall’abissale alle radici, all’essere vivente, fiore o albero, petalo e foglia, fusto e fronda, e ne sono testimonianza le mostre La preponderanza delle cose piccole, Tempere, Un albero ancora bambino balla e canta sull’erba e altre svolte in quegli anni curate da Giuliana Altea e anche da Caterina Limentani Virdis.

Dall’inizio degli anni 2000 decide di rivolgere tutta la sua attenzione e il suo impegno alla tecnica dell’acquerello e alla possibilità di nuove sperimentazioni; a tale proposito si ricorda la mostra del 2005 Duetto d’Artista all’Exmà di Cagliari dall’intrigante sottotitolo “RA MA DU RA”, il nome riprende una serie dell’artista dedicata all’ancestrale rito della ramadura, distesa di petali per omaggiare il passaggio di Sant’Efisio, con l’acquerello Lalla Lussu partendo dal particolare del petalo lo ingrandisce fino ad arrivare all’astrazione. Dal 2012 l’artista inizia a lavorare su teli di lino naturale, stoffe plissettate e dipinte a mano in cui l’instancabile ricerca sui legami tra Arte e Natura incontra il suo mondo ideale e spirituale.

È del 2017 la mostra Cortecce a cura di Efisio Carbone, con gli allestimenti di Giorgio Dettori, presso lo Spazio (IN)visibile di Cagliari. Dal 2018 inizia la collaborazione con la Galleria Marina Bastianello che ha presentato la sua ultima ricerca in una mostra antologica a Mestre a cura di Efisio Carbone oltre a promuovere il lavoro in fiere nazionali e internazionali. Nel 2019 la sua ultima mostra REINAS insieme alle artiste R. Rossi, M. Lai e Z. Calzia presso il Museo Ettore Fico di Torino. Nel 2020 con la mostra Dalle finestre del mio studio si vede il mare a cura di Efisio Carbone il Museo MACC di Calasetta ha reso omaggio all’artista scomparsa prematuramente.

MARIA JOLE SERRELI

         

Maria Jole Serreli (Roma, 1975) è un’artista multidisciplinare che esprime la propria visione artistica attraverso una pluralità di linguaggi che spaziano dalla pittura alla scultura, dalle installazioni alle performance. Le sue opere, strettamente collegate ai materiali, vengono spesso realizzate con tessuti e oggetti d’epoca ma anche partendo dalla rielaborazione di testi e parole in un’inedita, intima declinazione di poesia visiva.

Vivendo e lavorando in Sardegna, Serreli ha sovente tratto ispirazione dalla sostanza arcaica e tradizionale del suo habitat, traducendola in un’arte che adotta il concetto di vita domestica dando valore ai semplici oggetti d’ogni giorno capaci di risvegliare la memoria che ci unisce agli affetti più cari.

I suoi lavori comprendono tessuti ricamati, fotografie, frammenti di legno, foglie, vecchi libri, posate e pennelli assemblati in composizioni delicate e poetiche tese a ricreare la sensazione dell’energia vitale trasmessa dall’arte cinese Gionghi. Composizioni che invitano alla meditazione e a riscoprire un mondo etereo, armonico, bilanciato.

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Intur – Sardegna

questo percorso espositivo è patrocinato da

Hotel Stella Maris – Cruccuris Resort

Via dei Cedi 3, Villasimius (CA), Italy

T. (+39) 070 797100

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