Il tempo apre ferite negli oggetti così come la natura crea gli elementi, li modifica, a volte li distrugge. Stefano L’Altrella, artista visionario originario di Sesto San Giovanni (MI) e cresciuto a Stresa, sul Lago Maggiore, abbraccia le cicatrici di una rottura o di quella che era considerata una “non indispensabilità” dell’oggetto, dà loro nuova vita assegnandone un significato di rinascita e guarigione e identificando nuove forme da far emergere in opere uniche. Ne fa poi una delicata lezione simbolica: non cancella la sofferenza ma la cura, la esalta e ne fa un valore aggiunto. Le cicatrici diventano così bellezza da mostrare in opere d’arte irripetibili, ognuna con la propria trama da raccontare, lasciando tracce ed emozioni diverse in ogni osservatore. L’oggetto, già unico di per sé, acquista un significato ancora più personale in chi lo guarda. Oggi le sue idee prendono forma sulle colline che si specchiano nel Lago Maggiore, a 5 minuti da Verbania, un’ora da Milano e pochi chilometri dal confine svizzero. È a Vignone, il piccolo paese in cui Stefano L’Altrella vive, che si trova il vecchio capanno recuperato e sistemato che ospita il suo laboratorio, il luogo in cui si rifugia e dentro il quale custodisce i suoi attrezzi da lavoro e i materiali a cui dona nuova vita. Accanto al laboratorio nasce l’Atelier dell’artista che ospita appassionati d’arte e visitatori curiosi. Qui trova spazio tutta la sua creatività, nelle opere visive che racchiudono suggestive trame, in quelle tattili che donano particolari sensazioni se sfiorate con le mani e in quelle che, oltre al profondo significato, sono anche elementi d’arredo, lampade o piani d’appoggio. Ognuna con una storia da raccontare, ognuna con la sua praticità.
Stefano L’Altrella

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