Manuela Juchli è nata a Zurigo nel 1963. Attualmente vive e lavora a Lugano, Svizzera. Si è diplomata come Impiegata d’ufficio e la sera, dopo il lavoro, ha compiuto i primi studi artistici in una piccola scuola locale. Ha arricchito la sua gioventù appassionandosi a viaggi, avventure e ricerca interiore portandosi appresso un bagaglio di esperienze personali che contribuiscono tutt’oggi a valorizzare le sue creazioni. Si è trasferita temporaneamente in Italia nei primi anni 2000 potenziando le sue abilità pittoriche nella riproduzione di opere dei grandi Maestri del passato. Nel 2010 è rientrata in Svizzera dove ha iniziato a sviluppare uno stile più personale implementando espressività e audacia. Col tempo ha esteso il proprio linguaggio pittorico fino a giungere alla rappresentazione di paesaggi astratti. Attualmente continua ad approfondire la tecnica aggiornandosi con studi indipendenti e sperimentando diversi mezzi di espressione. Attraverso le parole dell’artista: “L’ arte è la mia passione. La considero una compagna di cammino con la quale creo una connessione tale da riuscire a capire meglio me stessa, far emergere lati nascosti, affrontare limiti e abbandonarmi all’ignoto. Adoro esprimere il movimento, la vitalità, il ritmo che percepisco sia esternamente che interiormente, ciò che definisco la danza della vita. Trovo che il movimento sia un linguaggio universale che esprime emozioni ed energia, e possa essere inteso da tutti. Cerco la semplicità, nelle relazioni, nel cibo, nel contatto con la natura e di conseguenza nelle mie creazioni riduco ciò che reputo superfluo. Semplifico, costantemente alla ricerca dell’essenza. Quando creo ciò che conta veramente è il fatto di sentirmi viva e mentre lavoro alterno momenti di lentezza e attenzione, ad altri più veloci, inconsapevoli ed istintivi. A volte fallisco, ma è in questa dinamica che sento nascere la magia della creazione lasciandomi poi stupire e sorprendere da un risultato impossibile da replicare, perché ogni momento è unico e irripetibile, esattamente come il percorso della vita”. 
Manuela Juchli

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