Fondata nel 2008 con un focus sulla giovane arte emergente italiana, in particolare sulla pittura. Culla del movimento artistico Newbrow italiano fin dagli esordi, rappresentata da un nucleo iniziale di 10 artisti, che si è evoluto e sviluppato in un gruppo più ampio, sempre devoto alla figurazione, al realismo e al pop surrealismo. Oggi l’attività della galleria include anche i grandi maestri, la pop art tradizionale e l’arte italiana dell’Ottocento e dell’era moderna. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di contribuire alla creazione di una nuova generazione di collezionisti d’arte, le cui culture e i cui background siano simili a quelli dei nostri artisti e delle nostre mostre. La selezione degli artisti scelti da Galleria Area\B per YouNique 2026 IRENE BALIA IRENE BALIA Irene Balia nasce a Iglesias nel 1985. Dopo aver conseguito il diploma nel 2004, si trasferisce a Sassari e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti, ottenendo nel 2009 il diploma accademico in pittura. È stata finalista di vari premi tra cui si ricorda il Premio Michetti e premio CO.CO.CO.-contemporary contest Como (2013) e il Premio Lissone (2014). Nel 2017 realizza la sua prima commissione pubblica presso la Cittadella degli Archivi di Milano. Nel 2020 partecipa al programma di residenze internazionali della Fondazione Macc di Calasetta. Ha esposto in vari spazi istituzionali e gallerie nazionali e internazionali, tra le quali: Pinacoteca Mus’A (Sassari), Schultz gallery (Berlino), Esentai gallery (Almaty), Villa Clerici (Milano). Oggi vive e lavora a Milano. ANTONIO BARDINO Antonio Bardino nato ad Alghero (SS) vive e lavora a Udine. Terminati gli studi in decorazione all’Accademia di Belle Arti di Sassari, si specializza in mosaico e si dedica alla sperimentazione di nuove tecnologie grafiche. È nella pittura che concentra la sua ricerca, dapprima indagando interni urbani, asettici e svuotati della presenza umana. In questa fase aeroporti, stazioni, luoghi di passaggio sono fotografati e riprodotti in modo nitido ed inequivocabile, con un controllo minuzioso della tecnica che ne sottolinea la freddezza e il carattere transitorio. Il ragionamento sulle vedute urbane, sull’intervento umano nella natura e nel paesaggio lo porta in seguito a scegliere di rappresentare i momenti in cui la natura si riappropria degli spazi sottratti dall’uomo. Nei lavori più recenti uno scarto ulteriore, sfruttando al massimo le potenzialità della materia e raggiungendo esiti al limite dell’astrazione, in cui le suggestioni dei paesaggi laterali non si appoggiano più soltanto ad un’immagine realistica, fotografica e rielaborata, ma alle sensazioni e alla memoria. MARCO BETTIO Marco Bettio (Padova, 1974). Si forma al liceo artistico di Padova e poi nella sezione di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia lasciata poco prima da Emilio Vedova. Dal 2002 al 2014 vive e lavora a Milano, iniziando una collaborazione professionale con diverse gallerie e spazi indipendenti, iniziando a fare circolare il proprio lavoro attraverso mostre e fiere. Dal 2014 vive tra Torino ed Aosta. Attualmente collabora con alcune gallerie d’arte contemporanea tra cui Gilda Contemporary Art di Milano, Zaion Gallery di Biella, Veniero Project di Palermo e Arionte Arte Contemporanea di Catania. Opere di Marco Bettio sono presenti in collezioni pubbliche (Museo Luigi Varoli di Cotignola, RA, Museo dei Profughi di Salonicco, Castello Gamba, Chatillon) e private (tra le quali The Bank Contemporary Art Collection Bassano del Grappa, Elenk’Art Palermo sono aperte al pubblico). Del suo lavoro hanno scritto Angelo Rendo, Gianluca Marziani, Gabriele Salvaterra, Rebecca Delmenico, Davide Dall’Ombra e altri. LAURA GIARDINO Laura Giardino é nata a Milano, nel 1976, dove vive e lavora. La sua ricerca pittorica si concentra sugli spazi, prevalentemente urbani, come luogo di indagine sulla vita che vi scorre. Ambienti ordinari vengono trasformati in un altrove da esplorare nuovamente.La composizione essenziale, le prospettive improbabili, i colori insoliti e le luci inaspettate offrono una visione enigmatica della realtà. Misteriosa, come l’esistenza. Numerose le mostre pubbliche e private. Ricordiamo l’ampio progetto personale Aperture/Aperturas, a cura di Carmelo di Gennaro, presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e Out Of Field, a cura di Marina Guida, al PAN di Napoli. Del suo lavoro si è parlato sulle principali riviste italiane del settore e sui principali quotidiani nazionali e internazionali, sono stati pubblicati servizi monografici su Arte, Artribune, Espoarte, AD Italia, El Pais, El Mundo. Nel 2020 é stata pubblicata la monografia La Luce Oltre, con testo di Elena Pontiggia, nella collana the painter’s room di Vanillaedizioni. Con le sue opere è presente nelle collezioni permanenti di: Museo Michetti, VAF Stiftung e Fondazione The Bank. SARAH LEDDA Nata ad Aosta nel 1970, Sarah Ledda vive fino al compimento degli studi a Palermo, dove nel 1993 si diploma all’Accademia di Belle Arti. La prima personale di rilievo è Nitrato d’argento, a cura di Luca Beatrice (Aosta, 2000) a cui seguono esposizioni a Parigi e a Bruxelles. Dal 2003 con alcune mostre curate da Maurizio Sciaccaluga e la partecipazione al V Premio Cairo e al Premio Seat Pagine Bianche d’Autore il suo lavoro entra nel circuito nazionale delle gallerie e fiere d’arte contemporanea realizzando da allora numerose esposizioni in Italia e all’estero, in spazi e collezioni privati e pubblici. Sue opere sono presenti nella collezione permanente del Castello Gamba, museo d’arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta. Dopo qualche anno a Torino, dal 2016 si trasferisce ad Aosta, dove vive e lavora. Sul suo lavoro hanno scritto diversi critici d’arte, tra cui Cecilia Antolini, Luca Beatrice, Martina Corgnati, Antonella Crippa, Davide Dall’Ombra, Alessandra Galletta, Maurizio Sciaccaluga e Ivan Quaroni. NICOLA NANNINI Nato a Bologna nel 1972, Nicola Nannini vive e lavora tra Cento (FE) e Verona. Attivo dalla metà degli anni Novanta, in quel periodo tiene mostre in Italia e all’estero tra le quali Bologna, Ferrara, Milano, Roma, Brindisi, Torino, Reggio Emilia, in personali e collettive. Dai primi anni 2000 espone a Den Haag, Amsterdam, Rotterdam e Londra; a Szekesfehervar (HU) presso la nazionale galleria d’arte moderna; Bologna al complesso monumentale di S. Maria della Vita; a Parigi e New York in collaborazione con WP Bologna; Verona al Museo d’arte di S. Fermo Maggiore e Vicenza, con mostre personali. Partecipa annualmente alle principali fiere dell’Arte (Bologna, Milano, Bari, Verona, Padova, Strasburgo, Karlsruhe, Lille, Amburgo, Londra). Tra il 2005 e il 2010 è invitato a esposizioni quali L’Inquietudine del Volto (BPL city, Lodi), Arte Italiana 1968-2007 (Palazzo Reale, Milano) a cura di V. Sgarbi e Nuovi Realismi ( PAC, Milano) a cura di M. Sciaccaluga. E’ invitato inoltre al Premio Aldo Roncaglia, Premio Sulmona, Premio Michetti, Premio Celeste, Premio Arciere (S. Antioco) e Festival dei Due Mondi di Spoleto. Espone alla Fondazione Durini e allo Spazio Guicciardini a Milano. Nel 2011 è invitato alla 54esima Biennale di Venezia, padiglione Emilia Romagna a palazzo Fava in Bologna. Nel 2016 esce un saggio sui primi vent’anni del suo lavoro, Imperfetto Presente a cura di R. Cresti (Edizioni Pendragon) presentato al Festival della Letteratura di Pordenone con mostra personale. Nello stesso anno si tiene la personale Declinazioni del Paesaggio allo Stadtmuseum di Chiusa (BZ) e nel 2018 una prima antologica è allestita a Palazzo dei Principi di Correggio (RE). Continua la sua collaborazione con gallerie italiane quali: Forni (Bologna), Area B ( Milano ),Il Ponte 04 (Pieve di Cento), Nino Sindoni (Asiago), Nel 2020 è in mostra al Vittoriale degli Italiani con Daccapo a cura di G.B. Guerri e al PAC di Ferrara nella collettiva Pittori Fantastici nella Valle del Po a cura di C. Langone. Nel 2021 è invitato alla mostra Veneto Felice al Museo Le Carceri di Asiago per il Premio Brazzale e in seguito presso il Museo Eremitani di Padova per A Riveder le Stelle a cura di B. Codogno. Proseguono nel 2022 le collettive in varie sedi italiane, tra le quali Andria, Brindisi, Varese, Bologna e Verona. Nel 2024 tiene una seconda antologica presso il MAC,N (Museo di arte contemporanea e del novecento) dal titolo Inventario d’artista a cura di S. Di Paolo e R. Normanno. Nel 2025 apre la doppia personale dal titolo Non è ancora buio, presso le due sedi di CUBO e Torre Unipol a Bologna, a cura e con testo narrativo di Simona Vinci. E’ invitato inoltre al museo di Palazzo Ricci in Macerata con la mostra Fare strada insieme a Bartolini , Tonelli e Luino È docente di pittura all’Accademia Cignaroli di Verona dal 2004. Numerose sono le pubblicazioni che lo riguardano e trattano la sua opera. RAFFAELE SANTILLO Raffaele Santillo (S. Maria Capua Vetere,1966). Oggi vive e lavora a Pordenone. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di S. Leucio e il corso di laurea in Architettura presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli. I suoi dipinti sono contraddistinti da un segno fluido e minimale, caratterizzati da una figurazione appena accennata e dalla presenza di un colore liquido che attraverso la sovrapposizione di più strati trasparenti è capace di delineare situazioni inattese ed evocative, con atmosfere di particolare carica emotiva. Le figure sovrapposte a volte disallineate inserite in paesaggi panoramici si manifestano come ricordi sfocati o fugaci e raccontano di una quotidianità e ambienti ordinari. Di seguito alcune mostre: 2025, Quotidiano transitorio, a cura di D. Capra, Palazzo Ragazzoni, Sacile (PN); 2024, Faccio sempre debiti con i sogni, a cura di S. Monti, SMDOT/Arte Contemporanea, Udine; 2023, Wein & Kusnt, Weingut Kodolitsch, Leibnizt (AT); 2018, Pitture in attesa, a cura di D. Capra, Agenzia Generale 1832 di Generali Italia, Pordenone; 2016, L’Estate del davanzale, a cura di P. Bristot, Biblioteca Civica di Pordenone.
Galleria Area\B
ANTONIO BARDINO
MARCO BETTIO
LAURA GIARDINO
SARAH LEDDA
NICOLA NANNINI
RAFFAELE SANTILLO





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