Galleria GALP è una galleria d’arte contemporanea che si distingue per la sua crescente attenzione verso la fruizione delle opere a 360°, coinvolgendo tutti e cinque i sensi. La sua missione è sorprendere i collezionisti con allestimenti unici e straordinari. L’ultima sfida intrapresa è la creazione di un libro d’artista, un’opera curata nei minimi dettagli, pensata per offrire un’esperienza immersiva e sensoriale. Una perfetta sintesi di creatività e innovazione, in linea con la visione distintiva della galleria. La selezione degli artisti scelti da GALP per YouNique 2026 DANIELE ACCOSSATO DANIELE ACCOSSATO Daniele Accossato nasce nel 1987 nella provincia di Torino. A 15 anni scopre la scultura come mezzo espressivo ideale, un luogo in cui la Necessità trova forma. “…È essenziale che ciascuno lavori continuamente per scoprire il proprio mezzo espressivo, un canale che gli permetta di raggiungere la più autentica espressione di sé e di confrontarsi costantemente con l’Altro…”. Nel 2011 si diploma con lode all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. La sua ricerca artistica parte dalla tecnica scultorea, dall’alchimia della scultura, e dalle icone che rappresentano il nostro patrimonio culturale e artistico. Attraverso questo approccio esplora le dinamiche interiori dell’essere umano e il senso estetico comune. I soggetti delle sue opere sono archetipi, immagini simboliche che risuonano in noi perché fanno parte della nostra cultura. Il loro scopo è di essere interiorizzate, filtrate e infine superate. Anche se il citazionismo riflette un sentimento di gratitudine, nel lavoro di Accossato queste icone vengono talvolta maltrattate, nascoste, costrette, o sacrificate. Questo simbolico atto di “rapire” opere iconiche del passato risulta dissacrante: può simboleggiare il desiderio di liberarsi da un’educazione o tradizione che in alcuni casi può essere limitante, rompendo con preconcetti e norme. Allo stesso tempo, è un modo per dare nuova vita a questi simboli, rendendoli più vicini a noi e più umani, pur essendo considerati intoccabili e di valore inestimabile. STEFANO BOMBARDIERI Stefano Bombardieri nasce nel 1968 a Brescia. Figlio di scultore, affianca gli studi artistici alla frequentazione, sin da giovane età, dello studio del padre, Remo Bombardieri, dove affina le sue conoscenze tecniche. Accanto alla realizzazione di sculture figurative, in prevalenza di grandi dimensioni, crea opere legate all’arte povera, all’arte concettuale e alla video-installazione. La sua ricerca artistica si sviluppa sulla riflessione, non senza suggestioni filosofiche, di alcuni temi, quali il tempo e la sua percezione, l’esperienza del dolore nella cultura occidentale, l’uomo e il senso dell’esistenza. Il suo lavoro parte dalla realtà tangibile per giungere a mondi interiori, universi fantastici. A partire dagli anni Novanta espone in spazi pubblici e gallerie, prediligendo il dialogo tra opera e spazio urbano. Tra le sue installazioni si ricordano quelle collocate nel centro di Ferrara, a Faenza, a Bologna, a Saint-Tropez e a Posdam. Nella suggestiva cornice di Pietrasanta presenta nel 2009 la sua personale The animals count down. Partecipa inoltre alla 52° e alla 54° Biennale di Venezia. DAVIDE DALL’OSSO L’artista Davide Dall’Osso si è misurato con diverse forme d’arte trovando nella scultura la sua primaria forma di espressione. Questa lo ha portato a confrontarsi con realtà nazionali e internazionali per quanto concerne installazioni, mostre, collaborazioni che esposizioni. Diplomato come attore di prosa alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano; dopo gli studi collabora con il regista colombiano Enrique Vargas dove sperimenta la scultura come mezzo di espressione creativa. Nella sua attività di scultore, Dall’Osso attinge a materie come policarbonati e plexiglass, fusi in composizioni leggere e dinamiche. Lo scultore segue il paradigma dell’economia circolare, che vede il rifiuto come una risorsa capace di intraprendere un nuovo percorso. Per tale ragione, tutte le opere realizzate attraverso l’uso di polimeri plastici utilizzano l’80% di scarto industriale di policarbonato e il 100% di scarto industriale di plexiglass. Insieme a Maria Vittoria Gozio, l’artista fonda nel 2014 l’Atelier Dall’Osso Snc, oggi una piccola eccellenza italiana nell’ambito della trasformazione dello scarto in oggetti d’arte e design. I soggetti principali delle opere realizzate dall’Atelier Dall’Osso sono i cavalli e le figure femminili, emblemi della furia e dello spirito dell’essere umano: la forza e la libertà del cavallo rappresentano la spinta pulsionale dell’umanità contemporanea, mentre il femminile è simbolo dell’energia creativa che pervade l’universo. Le sculture da interno ed esterno sono realizzate anche con ferro, rame, bronzo, resina, filo di ferro e rete metallica. SABINO GALANTE Sabino Galante nasce a Torino nel 1972. Dal 1998 al 2011 frequenta il prestigioso studio dell’artista Lella Burzio a Torino nel quale si forma artisticamente, in un contesto dove le radici affondano nell’estetica ottocentesca di Lorenzo Delleani. Durante i molti anni di frequentazione dell’atelier si è confrontato con le tecniche pittoriche più tradizionali come la sgranatura a pastello, il pastello ad acqua, l’acquerello, l’acrilico, fino all’olio. Questa sperimentazione ha previsto anche l’utilizzo di diversi supporti: carta, tela, pannelli di legno, ecc. Inoltre, la sua formazione non escludeva lo studio dell’arte antica. Fondamentale è stato l’approfondimento di autori come Piero della Francesca, Mantegna, Michelangelo, Caravaggio. L’attenzione indagine delle opere del passato, oltre a suggerire soluzioni tecniche, ha permesso, nel tempo, l’apprendimento di tutti quei canoni estetici e di tutti quei concetti e contenuti indispensabili alla formazione di un artista: lo studio della prospettiva e della sezione aurea, l’uso sapiente della luce e del colore per dare corpo e volume ed enfatizzare gli elementi. Dal 2003 ha partecipato a innumerevoli mostre, sia personali che collettive, nelle quali ha ottenuto il consenso e il favore del pubblico sia a livello regionale che nazionale. Dal 2018 insegna disegno e pittura ad olio all’Università di Torino e presso il suo studio d’arte. CIRO PALUMBO Ciro Palumbo nasce nel 1965 a Zurigo. La sua carriera artistica è ricca ed eclettica: prende ispirazione dalla poetica della Scuola di Metafisica di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio, rielaborandone, secondo un’interpretazione del tutto personale ed originale, i capisaldi. Le opere uniche di Ciro Palumbo sono animate da oggetti e soggetti che rappresentano simbologie oniriche, sono teatro della sua estetica, risolta nel binomio tra tecnica della tradizione e virtuosismo contemporaneo. I paesaggi che rappresenta, caratterizzati da un’atmosfera fantastica, immaginaria e visionaria, sono frutto di uno studio minuziosamente architettato, capace di raccontare la sua maestria nell’unire l’osservazione della realtà a tratti immaginari provenienti dalla memoria. Per tali ragioni l’artista si annovera fra i pittori surrealisti più apprezzati dal pubblico e dalla critica. Ogni soggetto che Palumbo sceglie per i suoi quadri, spesso mitologico, viene catapultato al di fuori del suo tempo, in una dimensione contemporanea, al di là della fisica, che costringe lo spettatore in una condizione di spaesamento, addolcito però dalla vivacità tranquillizzante dei colori, come avviene tradizionalmente nella pittura surrealista. Palumbo si avvicina al mondo dell’arte lavorando per diversi anni come Art Director in Agenzie pubblicitarie di Torino, dove scopre ed amplia le sue capacità visive e compositive. É però grazie ad un’esperienza in una moderna bottega d’arte e alla conoscenza di alcuni Maestri contemporanei, che si dedica alla pittura ad olio con velatura. Inizia la sua attività espositiva nel 1994, comparendo poi con un centinaio di mostre personali in tutta Italia. Nel 2011 partecipa alla 54a Biennale di Venezia, per il Padiglione Piemonte. Tra le esposizioni internazionali sono da segnalare la presenza all’Artexpo di New York, al Context Art Miami, le mostre personali a Providence (USA) e in Svizzera a Bellinzona. Alcune opere di Palumbo sono presenti all’interno della collezione della Fondazione Credito Bergamasco, presso la “Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino” di Monreale (Pa), al Museo MACIST di Biella, al Palazzo della Cultura e al MACS di Catania. VALERIA PATRIZI Valeria Patrizi nasce nel 1979 a Roma dove oggi vive e lavora. Nel 1999 si specializza in decorazione pittorica presso l’Istituto d’Arte “I.S.A. Roma2” e nel 2004 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Roma (cattedra di Pittura Nunzio Solendo),dopo aver frequentato per 6 mesi la “Facultad de Bellas Artes de Granada” (Spagna). Diplomata in Restauro pittorico presso la Scuola di Restauro San Giacomo del Comune di Roma Inizia il suo percorso artistico studiando le tecniche pittoriche e la forma attraverso il disegno e lo studio dell’anatomia. Dopo un lungo periodo di studio della pittura accademica se ne distacca indirizzandosi verso una nuova dimensione pittorica più essenziale e originale; nelle sue grandi tele, spesso esposte senza telai come fossero grandi arazzi, utilizza caffè, thè e bitume cercando l’equilibrio della forma attraverso linee e macchie. In costante ricerca di una nuova e simbolica idea della figura umana si sofferma sull’immagine della donna; la sola in cui può perdersi e ritrovarsi. Valeria Patrizi rientra fra le pittrici italiane contemporanee più interessanti, in particolare grazie alla sensibilità con cui tratta i suoi soggetti femminili e animali, fra i quali l’artista romana instaura una profonda connessione. Patrizi desta un interesse sempre crescente presso il pubblico e la critica, pertanto le sue quotazioni sono in crescita. La pittrice italiana è molto attiva su Instagram, dove pubblica periodicamente i suoi nuovi lavori. FABRIZIO POZZOLI Fabrizio Pozzoli è nato a Milano nel 1973. La formazione dell’artista è molto varia: in seguito agli studi scientifici, Pozzoli si imbarca in un’esperienza nel campo della scenografia e partecipa a diversi stage in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dopo aver compiuto ricerche negli ambiti della grafica e della scrittura, si forma alla Scuola del Fumetto di Milano, dove acquisisce particolari abilità nella rappresentazione dell’anatomia umana. Dalla fine degli anni Novanta, Pozzoli realizza sculture in filo di ferro, generalmente protette da uno strato di silicone, ma talvolta lasciate intenzionalmente arrugginire. Il filo di ferro è spesso accompagnato dal filo di rame, volto a rinforzare l’impronta drammatica o a creare suggestivi effetti visivi. Nel 2005 comincia a realizzare sculture giganti, concentrandosi anche solo sui volti e le loro caratteristiche. Nel 2008, in occasione della mostra presso la galleria Montrasio di Milano, l’artista esibisce insieme alla sue opere alcune foto scattate dal celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, che lo ritraggono mentre lavora. Pozzoli trascorre tre mesi a New York alla residenza per artisti HSF, dove realizza una mostra personale. Per Palazzo Querini Stampalia a Venezia, all’artista è stato chiesto di dedicare quattro sculture al famoso Milo Manara. Nel 2010 il suo lavoro diventa il soggetto del celebre fotografo austriaco Andreas H. Bitesnich. Nel 2011 l’artista comincia una serie di pezzi basata sulla combinazione di figure di filo e nuovi materiali, dando vita ad una riflessione sull’individuo e la sua interazione con il contesto sociale. Dello stesso periodo sono i pannelli placcati in ferro, sui quali disegna delle ombre giocando sugli effetti cromatici dell’ossidazione del metallo. Pozzoli ha esposto il suo lavoro in Europa, America e Asia.
Galleria GALP
STEFANO BOMBARDIERI
DAVIDE DALL’OSSO
SABINO GALANTE
CIRO PALUMBO
VALERIA PATRIZI
FABRIZIO POZZOLI






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