Percorso culturale

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Percorso culturale

VIAGGIO IN ITALIA:  un Grand Tour della ceramica italiana
con una tappa ad Albisola
Pignatte, macachi e sacre rappresentazioni

a cura di Anty Pansera

A completamento di un affascinante percorso dedicato all’alto artigianato, al secondo piano di Villa Ciani verrà presentato un progetto culturale di grande fascino, a cura della storica e critica del design Anty Pansera

 

Il Grand Tour

Grand Tour Alla scoperta della ceramica italiana, un’esposizione itinerante promossa da AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica e curata da Jean Blancheart, Viola Emaldi e Anty Pansera, che approda per la prima volta a Lugano.

Un omaggio alla tradizione ceramica italiana e quindi all’alto artigianato artistico che prende proprio la forma di una macchina del tempo, un viaggio nelle forme e nei decori delle suppellettili da mensa dall’antichità all’età moderna lungo 35 città italiane di antica tradizione ceramica.

Se il “Gran Tour” – raccontano i curatori – ci riporta al lungo viaggio di turismo colto di viaggiatori illustri – da Goethe a Stendhal, da Dickens a Huxley – destinato a perfezionare il loro sapere, questo nostro “Gran Tour” ci porta negli innumerevoli centri di produzione ceramica, dalla Puglia al Veneto, dalla Sicilia e Sardegna alla Liguria e Piemonte, dall’Abruzzo alla Romagna e alla Toscana… ai “cento campanili” della nostra penisola dove “cento” stili decorativi e “cento” gusti coloristici hanno costruito nel tempo una tradizione che ancora oggi si affida alla sapienza di mani esperte”.

Dal Convivio dell’antichità, al Banchetto medievale e alla Festa di corte rinascimentale, fino al pranzo della domenica con il servizio di piatti dei nostri nonni, la mostra rappresenta anche un viaggio nella storia della civiltà unita a quella dell’alimentazione.

 

 

Le ceramiche di Albisola

a compendio della mostra e in occasione del Natale imminente, sarà dedicato alla ceramica di Albisola in particolare alle pignatte in terracotta che giungevano in tutto il mondo con le navi che salpavano dalla Liguria e che erano accompagnate da cadeux, i cosiddetti macachi, che altro non erano che delle statuine del presepe.

Per più di 200 anni le donne che lavorano nelle fabbriche albisolesi di stoviglie, il gradino più basso della scala sociale, hanno realizzato queste statuite del presepe, spesso così brutte e deformate da essere sprezzantemente chiamate “macachi” dai ceramisti, ma che hanno resisto al tempo e oggi fanno parte della tradizione e della storia di Albisola.

I soggetti classici da presepe erano sostituiti con i personaggi tipici del luogo: Gelindo e Gelinda, i primi, secondo tradizione, ad arrivare alla Capanna; “u Zeun” e “a Zeunn-a”, l’uomo e la donna che hanno sempre freddo; Maffeo, il suonatore di piffero che, non avendo altro da portare a Gesù, gli offrì il suono della sua musica.

 

 

In vista del Natale

A tema natalizio, in mostra ci saranno anche i presepi in porcellana non invetriata, minimalisti e super contemporanei, dell’artista/ceramista milanese Guido De Zan e uno speciale albero di Natale addobbato con decori sempre in ceramica: le palle della manifattura albisolese San Giorgio e della faentina Bottega Vignoli e, sempre per rimanere a Faenza, le lettere dell’alfabeto della ceramista Antonella Ravagli.

Anty Pansera

Storico e critico del design, dalla formazione umanistica, si muove da sempre con impegno “militante” dalle arti decorative/applicate al disegno industriale e ha curato pubblicazioni, mostre, rassegne e convegni su questi temi, affrontando anche campi inesplorati, come la progettazione al femminile, co-fondatrice e presidente dell’ “Associazione D come Design. Dal 2012 al 2015, nel CdA della Fondazione Museo del Design della Triennale, dal 2016 nel C.S. dello stesso ente.
Cfr. www.antypansera.it